Sicurezza in Italia: più 250% di incidenti in un anno

La criminalità informatica vede aumentare hactivism e cyber spionaggio, secondo l’ultimo aggiornamento del Rapporto Clusit 2013, che sarà presentato giovedì 3 ottobre al Security Summit.

Secondo il Rapporto Clusit 2013 che verrà presentato a Verona il prossimo 3 ottobre in occasione del Security Summit, la frequenza degli incidenti informatici in Italia è aumentata nel complesso del 250% in un solo anno. Oltre metà degli attacchi è ascrivibile alla categoria cybercrime, la cui crescita anno su anno, come numero di attacchi, supera il 370%.

Lo studio si riferisce a un campione di oltre 2.200 incidenti rilevanti avvenuti negli ultimi 36 mesi e presenta anche un’analisi aggiornata degli attacchi noti, avvenuti nei primi sei mesi dell’anno in corso.

Se al primo posto si trova il “crimine informatico”, viene anche registrata la crescita delcyber spionaggio, che arriva a un preoccupante 7%. Per quanto riguarda la distribuzione delle vittime, nel 2013 si assiste a un aumento consistente (+197%) di attacchi verso il settore Banking/Finance e verso le infrastrutture critiche, che si posizionano al 3% del totale.

Sempre secondo il rapporto, nella maggior parte dei casi anche nel 2013 gli attacchi sono stati realizzati con tecniche ben conosciute, sfruttando cioè la mancanza di patch, configurazioni errate, falle organizzative, la mancanza di consapevolezza da parte degli utenti.

In altre parole, tutte vulnerabilità che potrebbero e dovrebbero essere mitigate, se non eliminate, con una certa facilità, mentre anche in questo primo semestre rappresentano il 69% del totale. Il Rapporto Clusit sarà al centro della tavola rotonda di apertura dedicata a “La sicurezza delle informazioni: un elemento imprescindibile per l’Agenda Digitale e le Pubbliche Amministrazioni locali e per il business delle aziende del Nord-Est”.

Interverranno: Tommaso Palumbo, Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto;  Stefano Quintarelli, Parlamentare, Direttivo Clusit; Bruno Giordano, Consigliere delegato all’Innovazione e Start up di Confindustria Verona; Diego Mezzina, Responsabile IT service management Security in INSIEL e Giovanni Todaro, IBM Security Systems Leader.

Oggetto della tavola rotonda saranno, inoltre, le iniziative dell’Agenda Digitale Italiana ed Europea, con particolare attenzione alla situazione e alle problematiche della Pubblica Amministrazione e delle aziende del Nord-Est. La giornata proseguirà con tre percorsi professionali, tecnico, legale e gestione della sicurezza, che consentono l’attribuzione di crediti formativi (CPE) e prevedono il rilascio di diplomi. Copia del Rapporto Clusit 2013sarà distribuita ai partecipanti del Security Summit. Tutti gli appuntamenti del Security Summit sono a partecipazione gratuita previa registrazione sul sito.

Net Italy vi assiste nello studio, nella progettazione e nell’installazione di sistemi di Sicurezza per il Networking.
Richiedi Informazioni compilando il modulo sottostante.

[contact-form subject=’Richiesta Informazioni Wireless’][contact-field label=’Nome’ type=’name’ required=’1’/][contact-field label=’Email’ type=’email’ required=’1’/][contact-field label=’Richiesta’ type=’textarea’ required=’1’/][/contact-form]

Internet ADSL o Hiperlan Wi-Fi, differenze. Se ho la possibilità, quale scegliere?

Gli Internet Service Provider (gli ISP) solo aziende che forniscono i servizi Internet, la rete con la quale è possibile connettersi e visitare siti web, usare la posta elettronica etc…
Telecom, e poi Fastweb, sono storicamente le due più grandi ed importanti aziende di telecomunicazioni italiane le quali, per poter fornire i servizi sia di telefonia che di Internet, si avvalgono di una loro infrastruttura di linee (in rame, dorsali in fibra ottica, etc).
La loro attività oltre a quella di fornire ‘internet’ (esempio ‘Alice’), è anche quella di ‘affittare’ (wholesale) le proprie linee ad altri operatori (come Infostrada, Tiscali, TeleTu etc..).
Queste aziende, avendo un potere contrattuale molto forte, riescono quindi comprare molte linee “all’ingrosso”, e di conseguenza, ad avere un prezzo concorrenziale, e spesso più basso del loro ‘affittuario’.

Esempio Pratico:

  • Costo di affitto mensile al consumatore di una linea ‘Alice’: 19,90 €
  • Costo di affitto mensile di una linea ‘Alice’ per’NuovoOperatore’ (nome di fantasia) esterno a Telecom: 10,00€ (ne affitta 10.000)
  • Costo di affitto mensile di una linea ‘NuovoOperatore’ al consumatore: 15,00€

Spesso però capita che questi operatori non riescano a garantire una velocità di navigazione elevata (o paragonabile alla velocità che potrebbe offrire Telecom o Fastweb) perchè ripartiscono la loro ‘fetta’ connettività sulle varie utenze attive (i famigerati ‘Fino A x Mega’ che non lo sono mai, o quasi).

Negli ultimi anni sono nate e si sono evolute molte nuove aziende che sviluppano e basano la loro offerta di servizi internet su tecnologie nuove ed indipendenti dai tradizionali metodi e dai tradizionali mezzi di distribuzione (cioè il doppino o la fibra ottica).
Questi operatori per poter essere completamente slegati dal doppino, hanno utilizzato una tecnologia che ultimamente sta dando i suoi migliori risultati, la tecnologia Wireless Hiperlan, la quale è una tecnologia di trasmissione dei dati, senza fili, che è sostanzialmente ‘libera’ (su determinate frequenze di trasmissione quali i 2,4 Ghz e i 5 Ghz). Di conseguenza hanno potuto installare e sviluppare sul territorio italiano una rete di trasmissione di dati via wireless, cioè senza la necessità di avere la linea telefonica in ogni casa, in pratica il concetto della televisione, o del cellulare.

wisp-images

Queste aziende quindi hanno di fatto installato una struttura di trasmissione e distribuzione completamente di loro proprietà, per la quale, in caso di guasti, ne rispondono direttamente e senza rimbalzarsi la palla. Si attivano quindi subito ed in prima persona nei confronti di una richiesta od un problema sollevato dal cliente.

Spesso mi capita di dibattere con persone riguardo la qualità e la stabilità di questi servizi, notando mediamente una certa perplessità, spesso proveniente da un passaparola tra conoscenti o semplicemente per sentito dire.

Non starò a soffermarmi su questo perchè ognuno può aver avuto una diversa esperienza ma, alzi la mano chi non ha mai avuto problemi su una linea ADSL tradizionale? Quindi mi soffermerò sulle differenze tecniche del servizio, evidenziando pro e contro, così da poter dare un po’ più di informazioni su come funziona questa nuova tecnologia per ‘accesso ad internet, nei confronti di quella tradizionale, e ne analizzerò i vantaggi prestazionali.

TEST 1 – ADSL: Linea ADSL tradizionale su doppino telefonico (fornita da ISP):

L’ADSL viene usata per la connessione a Internet sul cosiddetto “ultimo miglio”, ovvero il tratto di doppino telefonico tra il domicilio dell’utente e la centrale telefonica. Questo tratto di doppino è normalmente dedicato a una sola utenza, anche se per gran parte si trova in cavi multicoppia insieme ad altri doppini.

PRO
L’ADSL, appoggiandosi sulle linee telefoniche tradizionali, è facilmente attivabile con una spesa minima e non richiede particolari accorgimenti. Si appoggia solitamente al cavo del telefono di casa che è sempre presente (o quasi) in tutte le abitazioni e, per l’attivazione, è sufficiente una telefonata e comprare (o farsi fornire in comodato d’uso) un modem ADSL.

CONTRO
Essendo su doppino telefonico di rame, questa tecnologia risente della lontananza della centrale DSLAM dell’utenza, andando così a diminuire la capacità e la velocità della banda più ci si allontana dalla centrale.
Questa cosa è facilmente verificabile andando a testare la velocità di allineamento dell’ADSL del proprio modem. Raramente questa coincide col profilo tariffario ‘commercializzato e pubblicizzato’ e comprato dal proprio operatore telefonico (es: compro un servizio 10 Mega, ma il model si allinea a 6 Mega o meno). Purtroppo ci si può fare veramente poco e questo problema è previsto dal proprio contratto.
Un metodo più semplice è provare ad effettuare una connessione, per esempio al sito www.speedtest.net, ed provare il test di velocità (attenzione: chiudere tutti i programmi P2P/Torrent, Video Streaming, Web, Chat etc etc.. non utilizzare Internet con altri dispositivi così da avere la massima banda disponibile per il proprio PC di test).

TEST 2 – WISP: Linea ADSL tramite apparati Hiperlan (fornita da WISP):

Per Wireless Internet Service Provider (abbreviato con WISP) si intende un Internet Service Provider che offre connettività ad Internet realizzando l’ultimo miglio (ma in verità tutta la tratta cioè dal centro, generalmente un MIX all’utente) con tecnologie che sfruttano la trasmissione via radio dei dati, denominate anche Broadband Wireless Access.

PRO
I WISP godono generalmente di alcuni vantaggi, propri dell’infrastruttura utilizzata.

La possibilità di realizzare l’ultimo miglio con tecnologie differenti dal doppino telefonico garantisce l’indipendenza dalla compagnia telefonica che ha il possesso della rete, ciò si rivela particolarmente importante quando la situazione è di sostanziale monopolio”Telecom”. È comunque un fattore rilevante anche in quei casi in cui il doppino non possa, per motivi tecnici, fornire un’affidabilità adeguata all’attivazione di una linea ADSL. Inoltre i collegamenti radio con tali tecnologie non hanno limitazioni intrinseche rispetto a quelle del doppino telefonico, in termini di banda trasferibile, anzi possono essere più performanti.

Inoltre, non essendo vincolati alla presenza di una centrale collegata con la banda larga in zona, i WISP possono risolvere il problema del digital divide realizzando copertura, relativamente a basso costo, di zone in cui non sono attivabili linee cablate.

CONTRO
L’attivazione prevede il posizionamento di un’antenna ricevente, generalmente da installarsi sul tetto o su un balcone, e la stesura di un cavo Ethernet (CAT5 UTP) dall’antenna fino all’interno della struttura dove poi si posizionerà un Router che distribuirà la connettività (tramite cavi di rete o wireless a sua volta) ai dispositivi.

E’ quindi un operazione che  prevede praticamente sempre l’intervento di uno o due tecnici specializzati, dotati di attrezzatura conforme alle normative, e qualche ora di lavoro (normalmente 1 o 2, ma dipende dalla complessità).

Riepilogo:

ADSL su doppino:

PRO:

  • Facilità di attivazione;
  • Prezzi concorrenziali;
  • Larga scelta di operatori;
  • Buona copertura del territorio (soprattutto aree urbanizzate).

CONTRO:

  • Si è legati sempre ad uno o più operatori (Telecom, più l’eventuale operatore che affitta le linee di telecom);
  • La velocità di navigazione pubblicizzata non è quasi mai quella reale (es: si sottoscrive un profilo che prevede 10 Mega di velocità in download ma si ricevono sol 6 Mega o certe volte meno);
  • Latenze più elevate.

ADSL Su Tecnologia Hiperlan, WISP:

PRO:

  • Nel 99% dei casi la velocità di navigazione ‘comprata’ corrisponde a quella reale, è quindi garantita (es: si compra una velocità internet a 10 Mega in ricezione e si hanno 10 Mega effettivi);
  • Prezzi  concorrenziali;
  • Basse latenze di navigazione (difatti è una tecnologia molto diffusa tra i gamer online);
  • Copertura abbastanza capillare del territorio. Spesso sono servizi che coprono porzioni di territorio di non raggiunte dalle ADSL tradizionali (es: valli, campagne, zone più isolate);
  • Molti operatori WISP permettono il trasloco della linea telefonica tradizionale (quindi anche del numero di telefono fisso) sulla linea Wireless (quindi ci si slega completamente da Telecom od operatori tradizionali di Telefonia) con la portabilità del numero. Quello che si dice ‘mai più canone Telecom’;

CONTRO:

  • L’attivazione prevede il posizionamento sul tetto di un’antenna (chiamata ‘CPE’) ricevente, la quale deve avere a vista diretta (dicesi ‘LOS’ ovvero ‘linea di vista’) l’antenna principale diffusiva BTS della zona;
  • L’installazione può prevedere dei costi iniziali e dei costi ulteriori per la risolzione di problematiche strutturali (mancanza di passaggi-cavo, utilizzo di pali aggiuntivi etc..)
  • La stabilità del collegamento potrebbe risentirene in caso di avverse condizioni metereologiche (c’è da dire: molto gravi), soprattutto se l’antenna di trasmissione è lontana (diciamo ad una distanza maggiore di 10-12km), ma sono casi molto rari.

ANALISI PRESTAZIONALI

Esempio di Ping al server www.google.it con le differenti tecnologie:

(effettuato da una cittadina di medie dimensioni vicino a Milano):

– ADSL ALICE: ping medio 40ms
– ADSL FASTWEB: ping medio 22ms
– WISP (eolo.it): ping medio 8ms
– WISP (briantel.it): ping medio 9ms

Esempio di allineamento e velocità di navigazione testato con speedtest.net con le differenti tecnologie:

(effettuato da una cittadina di medie dimensioni vicino a Milano):

– ADSL TELECOM ALICE: Profilo Commerciale Venduto 7 Down/0,38 Up Mega, allineamento e velocità di download di 4 Mega e 0,2 in Up;
– ADSL FASTWEB: Profilo Commerciale Venduto 20 Down/1 Up Mega, allineamento e velocità di download di 13 Mega e 0,5 in Up;
– WIRELESS WISP (eolo.it): Profilo Commerciale Venduto 6 Down/2 Up Mega, allineamento e velocità di download di 6 Mega e 2 in Up;
– WIRELESS WISP (briantel.it): Profilo Commerciale Venduto 7 Down/0,38 Up Mega, allineamento e velocità di download di 7 Mega e 0,38 in Up;

Approfondimenti:

Net Italy offre servizi di connettività Internet tramite accesso Senza Fili (WiFi) e si avvale di personale CERTIFICATO per l’installazione e lo studio di progetti di interconnesione Wireless tra sedi remote.

[contact-form subject=’Richiesta Informazioni Wireless’][contact-field label=’Nome’ type=’name’ required=’1’/][contact-field label=’Email’ type=’email’ required=’1’/][contact-field label=’Richiesta’ type=’textarea’ required=’1’/][/contact-form]

Yahoo!:Usa, batte Google per traffico

Fonte: La Stampa

Il sorpasso è un’altra vittoria per Marissa Mayer, che ha da poco festeggiato un anno come amministratore delegato della società

Yahoo batte Google. Per la prima volta da più di due anni Sunnyvale attira più traffico che Mountain View, in quella che è una `dolce´ rivincita per l’amministratore delegato di Yahoo!, l’ex veterana di Google Marissa Mayer.

Una vittoria che sembra indicare come la cura-Mayer per il motore di ricerca stia funzionando: da quando è arrivata, Mayer ha cercato di introdurre una nuova cultura e rilanciare il motore di ricerca che aveva perso terreno nei confronti di Google. E ora Mayer sembra raccogliere i primi frutti della sua svolta, premiata anche dall’andamento dei titoli in Borsa quasi raddoppiati dal suo arrivo.

Yahoo – secondo i dati Comscore – ha attirato in luglio 196,6 milioni visitatori unici sul mercato americano.

Google ne ha attirati 192,3 milioni. È la prima volta dal maggio 2011 che Sunnyvale supera Mountain View. Microsoft si piazza al terzo posto e Facebook al quarto. La vittoria spinge i titoli Yahoo in Borsa, dove arrivano a guadagnare oltre il 3,5%. La vittoria di Yahoo! arriva a pochi giorni dall’esordio del nuovo logo, sul quale si alzerà il sipario il prossimo 5 settembre. Un cambio di look che riflette – spiega Yahoo – l’evoluzione dell’ultimo anno, con la società che ha spinto sull’acceleratore della multimedialità e del social.

 

Mayer fin dal suo arrivo si è dedicata a rifare il look dei prodotti esistenti ma anche allo `shopping´: da quando ha assunto l’incarico ha acquistato più di 20 aziende, fra le quali Tumblr, il sito per la condivisione di foto, per 1,1 miliardi di dollari. Mayer ha anche acquistato l’app per notizie `Summly´, che consente agli utenti di cercare, leggere e condividere informazioni e notizie online.

 

Nonostante i progressi Yahoo! resta dietro a Google e Facebook per la raccolta pubblicitaria, un campo sul quale dovrebbe continuare a perdere terreno anche nel 2013, vedendo scendere la sua quota al 7,9% dal 9,2% del 2012. Per cercare di aumentare l’interesse per i propri siti, e quindi esercitare maggiore appeal sui pubblicitari, Yahoo ha deciso di inglobare i cinguettii di Twitter nel proprio flusso di notizie.

Backup consumer nel 56% delle pmi italiane

FOnte: http://www.tomshw.it/cont/news/backup-consumer-nel-56-delle-pmi-italiane/47446/1.html

Un sondaggio di Buffalo Technology rivela che oltre la metà delle piccole e medie imprese italiane utilizzano chiavette USB, CD, DVD o hard disk esterni come storage per la salvaguardia dei dati.
Secondo una ricerca condotta da Buffalo Technology, volta a capire come le aziende realizzino le copie di sicurezza dei propri dati, l’88% delle aziende italiane intervistate effettua il backup dei dati. Per circa tre quarti la perdita dei dati sarebbe disastrosa o comunque dannosa economicamente.

Nonostante ciò, “è emerso che la maggioranza delle pmi italiane fa ancora affidamento su soluzioni inadeguate, che non le proteggono come dovrebbero da questo rischio”, rivela Valéry Giorza, Marketing Manager per l’Europa del Sud di Buffalo.

Il sondaggio mostra infatti che il 20% degli intervistati utilizza periferiche assolutamente inadeguate per l’archiviazione dei dati sensibili, come chiavette USB o CD/DVD, facilmente smarribili, esposte a furti e facilmente danneggiabili.

Il 36% si affida, invece, ad hard disk esterni, dispositivi idonei per il backup a livello personale, ma non aziendale, dov’è necessario adottare soluzioni in grado di fornire maggiori garanzie, sia per la salvaguardia dei dati sensibili sia per prevenire eventuali interruzioni derivanti da guasti ai dischi.

In altre parole, il 56% utilizza dispositivi “consumer”, probabilmente inconsapevoli del rischio che corrono nel momento in cui si richiedesse un ripristino dei dati.

Facendo un passo indietro, Buffalo ha condotto la ricerca a livello europeo: in Italia, dove anche noi di Tom’s Hardware Manager by Solutions e Tom’s Hardware ItPro by Direction, siamo stati coinvolti, ha contattato, lo scorso giugno, 423 aziende di piccole e medie dimensioni, il 65% delle quali entro i 25 dipendenti.

Come accennato, per il 32% delle aziende intervistate, la perdita dei dati significherebbe perdere informazioni sui propri clienti e fornitori, con una conseguente interruzione dei servizi. Il 27% afferma che la perdita dei dati causerebbe un significativo danno economico e il 15% che ciò avrebbe ripercussioni negative anche sulla reputazione dell’azienda.

Solo il 29% delle aziende partecipanti al sondaggio ha dichiarato di effettuare il backup su NAS (Network Attached Storage), che sono soluzioni più efficaci e sicure per la salvaguardia dei dati aziendali.

I vantaggi offerti da un NAS, come ricordano in Buffalo, sono molteplici. Un NAS, per esempio, consente di centralizzare l’archivio dati in un unico dispositivo altamente specializzato, è accessibile da tutti i nodi della rete e permette, inoltre, d’implementare schemi RAID in grado di garantire una migliore gestione della sicurezza dei dati.

Continuando con la ricerca, emerge un altro dato preoccupante: poco più della metà degli intervistati effettua il backup dei propri dati quotidianamente e solo uno ogni 12 intervistati (8%) su base oraria, che è invece la finestra consigliata per il pieno ripristino dei dati in caso di interruzione.

“Questi dati, in linea con quanto emerso anche in altri paesi europei, come Francia e Gran Bretagna, rappresentano un ulteriore stimolo per Buffalo, pioniere nel settore delle soluzioni storage, non solo nel continuare a portare sul mercato soluzioni sempre più performanti e innovative, ma anche nell’opera di informazione verso tutti quegli utenti che non hanno ancora pienamente compreso l’importanza della scelta dei migliori strumenti per la messa in sicurezza dei propri dati”, afferma ancora Giorza.

Tra i principali criteri che influiscono nella scelta dei dispositivi da adottare, il 28% indica l’affidabilità, mentre il 22% la sicurezza del prodotto. Poco più di un terzo degli intervistati afferma, poi, di fare riferimento a uno specialista IT prima di prendere decisioni importanti sull’infrastruttura storage dell’azienda.

I 6 freni che bloccano il Cloud

Fonte: http://www.businessmagazine.it/articoli/3689/i-6-freni-che-bloccano-il-cloud_index.html

Una delle parole del momento è certamente “Cloud”: tutti ne parlano, ma l’adozione di questo tipo di approccio prosegue più lentamente di quanto inizialmente sperato. Non solo in Italia, dai nostri incontri e dalle interviste effettuati durante l’evento HP Discover 2013 abbiamo scoperto che anche in altri paesi europei le cose vanno a rilento e che anche negli Stati Uniti la situazione non è così avanzata come si potrebbe pensare di primo acchito.

Ne abbiamo parlato ad esempio com Margaret Dawson, Vice President Product Marketing & Cloud Evangelist di HP Cloud Services, la quale identifica in 6 istanze ben precise i freni che attualmente bloccano la diffusione delle tecnologie cloud: Costi, Complessità, Integrazione, Sicurezza, Conformità. Ecco come possono essere sintetizzate le parolre di Margaret:

Costi – Agli albori delle tecnologie cloud in molti sono rimasti abbagliati dal miraggio del cloud low cost: eliminare server, tecnici, manutenzioni e avere applicazioni, servizi, database in modalità SaaS a costo praticamente pari a zero. La riduzione dei costi è certamente una delle leve per il passaggio al cloud, ma non ci si pò aspettare di azzerare i costi: tutto quello che non si ha più ‘in casa’ e che è gestito dal proprio partner ha certamente un costo, magari più ridotto grazie all’economia di scala, ma che non può diventare troppo ridotto. Il prezzo non deve essere l’unico metro di giudizio in base al quale scegliere il cloud.

Complessità – Passare al cloud può semplificare le cose, magari sollevando dall’incombenza della gestione dell’hardware necessario a supportare i servizi necessari a un’azienda, ma le prime fasi di passaggio dalla gestione tradizionale a quella cloud possono avere un grado di complessità elevato. Alcune aziende sono rimaste ‘scottate’ per non aver trovato il giusto grado di competenza nella gestione della complessità: in alcuni casi il lavoro da fare è quello di recuperare la fiducia dei clienti nel cloud.

Integrazione – Un discorso che va di pari passo con quanto sopra: per ottenere il meglio dal cloud è necessario che sia costruito tenendo ben presente tutti i servizi con cui l’infrastruttura deve andare ad integrarsi: sottovalutare il discorso dell’integrazione con i servizi e l’infrastruttura già esistente può portare da un lato a un netto rallentamento nella fase di setup del cloud, dall’altro a un netto sotto sfruttamento delle potenzialità delle tecnologie. I programmi di gestione della forza lavoro, gli eventuali database Oracle e SAP, tutto deve rientrare in una strategia globale affinché di possa beneficiare al meglio dei vantaggi del cloud.

Sicurezza – Dalle ricerche di mercato effettuate da HP e dai propri partner emerge come una fetta molto consistente degli IT manager (75%) sia convinta che il cloud sia imprescindibile per il futuro ma più della metà di essi è preoccupata da istanze come la sicurezza. Sicurezza che riguarda i propri dati, ma anche quella dei propri clienti.

Conformità – Le nuove tecnologie spesso presentano nuove istanze al legislatore e in una fase iniziale di sviluppo si trovano a dover rientrare nelle maglie di un sistema legislativo e di regolamentazione non specifico o aggiornato. Da questa discrespanza possono emergere istanze che frenano la diffusione dei nuovi servizi. Un esempio è la conformità alle policy di trattamento dei dati personali come quelli generati dai pagamenti con le carte di credito: per affidare a terzi questo tipo di dati sensibili è necessario che il servizio garantisca la massima conformità alle regole vigenti nel paese.

Mancanza di Standard – Anche la mancanza di standard rallenta la diffusione del cloud nelle tessuto produttivo, sia a livello italiano sia a livello mondiale: inutili complicanze nel passaggio da un sistema all’altro, necessità di riprogettare da zero la struttura se si decide di cambiare vendor con impossibilità per i diversi player di fare interessanti proposte concorrenziali di passaggio ai propri servizi a causa di quello che comporta in termini di costi.