How To Extend Datastore Capacity in the vSphere Client When your Datastore require more space, you can dynamically increase the capacity

Use one of the following methods to increase a VMFS datastore:

  • Add a new extent. An extent is a partition on a storage device. You can add up to 32 extents of the same storage type to an existing VMFS datastore. The spanned VMFS datastore can use any or all of its extents at any time. It does not need to fill up a particular extent before using the next one.
  • Grow an extent in an existing VMFS datastore, so that it fills the available adjacent capacity. Only extents with free space immediately after them are expandable.

Note
If a shared datastore has powered on virtual machines and becomes 100% full, you can increase the datastore’s capacity only from the host with which the powered on virtual machines are registered.

Prerequisites

Required privilege: Host.Configuration. Storage Partition Configuration

Procedure

Log in to the vSphere Client and select a host from the Inventory panel.

Click the Configuration tab and click Storage.

From the Datastores view, select the datastore to increase and click Properties.

Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi
Click Increase.

Select a device from the list of storage devices and click Next.

Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi

Option

To add a new extent – Select the device for which the Expandable column reads NO.

To expand an existing extent – Select the device for which the Expandable column reads YES

Review the Current Disk Layout to see the available configurations and click Next.

Select a configuration option from the bottom panel.

Depending on the current layout of the disk and on your previous selections, the options you see might vary.

Option

Use free space to add new extent – Adds the free space on this disk as a new extent.

Use free space to expand existing extent – Expands an existing extent to a required capacity.

Use free space – Deploys an extent in the remaining free space of the disk. This option is available only when you are adding an extent.

Use all available partitions – Dedicates the entire disk to a single extent. This option is available only when you are adding an extent and when the disk you are formatting is not blank. The disk is reformatted, and the datastores and any data that it contains are erased.

Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi

Set the capacity for the extent.

The minimum extent size is 1.3GB. By default, the entire free space on the storage device is available.

Click Next.

Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi

Review the proposed layout and the new configuration of your datastore, and click Finish.

Extend Datastore ESXi
Extend Datastore ESXi

What to do next

After you grow an extent in a shared VMFS datastore, refresh the datastore on each host that can access this datastore, so that the vSphere Client can display the correct datastore capacity for all hosts.

Related Article: Increase VMFS Datastore Capacity in the vSphere Client

Backup consumer nel 56% delle pmi italiane

FOnte: http://www.tomshw.it/cont/news/backup-consumer-nel-56-delle-pmi-italiane/47446/1.html

Un sondaggio di Buffalo Technology rivela che oltre la metà delle piccole e medie imprese italiane utilizzano chiavette USB, CD, DVD o hard disk esterni come storage per la salvaguardia dei dati.
Secondo una ricerca condotta da Buffalo Technology, volta a capire come le aziende realizzino le copie di sicurezza dei propri dati, l’88% delle aziende italiane intervistate effettua il backup dei dati. Per circa tre quarti la perdita dei dati sarebbe disastrosa o comunque dannosa economicamente.

Nonostante ciò, “è emerso che la maggioranza delle pmi italiane fa ancora affidamento su soluzioni inadeguate, che non le proteggono come dovrebbero da questo rischio”, rivela Valéry Giorza, Marketing Manager per l’Europa del Sud di Buffalo.

Il sondaggio mostra infatti che il 20% degli intervistati utilizza periferiche assolutamente inadeguate per l’archiviazione dei dati sensibili, come chiavette USB o CD/DVD, facilmente smarribili, esposte a furti e facilmente danneggiabili.

Il 36% si affida, invece, ad hard disk esterni, dispositivi idonei per il backup a livello personale, ma non aziendale, dov’è necessario adottare soluzioni in grado di fornire maggiori garanzie, sia per la salvaguardia dei dati sensibili sia per prevenire eventuali interruzioni derivanti da guasti ai dischi.

In altre parole, il 56% utilizza dispositivi “consumer”, probabilmente inconsapevoli del rischio che corrono nel momento in cui si richiedesse un ripristino dei dati.

Facendo un passo indietro, Buffalo ha condotto la ricerca a livello europeo: in Italia, dove anche noi di Tom’s Hardware Manager by Solutions e Tom’s Hardware ItPro by Direction, siamo stati coinvolti, ha contattato, lo scorso giugno, 423 aziende di piccole e medie dimensioni, il 65% delle quali entro i 25 dipendenti.

Come accennato, per il 32% delle aziende intervistate, la perdita dei dati significherebbe perdere informazioni sui propri clienti e fornitori, con una conseguente interruzione dei servizi. Il 27% afferma che la perdita dei dati causerebbe un significativo danno economico e il 15% che ciò avrebbe ripercussioni negative anche sulla reputazione dell’azienda.

Solo il 29% delle aziende partecipanti al sondaggio ha dichiarato di effettuare il backup su NAS (Network Attached Storage), che sono soluzioni più efficaci e sicure per la salvaguardia dei dati aziendali.

I vantaggi offerti da un NAS, come ricordano in Buffalo, sono molteplici. Un NAS, per esempio, consente di centralizzare l’archivio dati in un unico dispositivo altamente specializzato, è accessibile da tutti i nodi della rete e permette, inoltre, d’implementare schemi RAID in grado di garantire una migliore gestione della sicurezza dei dati.

Continuando con la ricerca, emerge un altro dato preoccupante: poco più della metà degli intervistati effettua il backup dei propri dati quotidianamente e solo uno ogni 12 intervistati (8%) su base oraria, che è invece la finestra consigliata per il pieno ripristino dei dati in caso di interruzione.

“Questi dati, in linea con quanto emerso anche in altri paesi europei, come Francia e Gran Bretagna, rappresentano un ulteriore stimolo per Buffalo, pioniere nel settore delle soluzioni storage, non solo nel continuare a portare sul mercato soluzioni sempre più performanti e innovative, ma anche nell’opera di informazione verso tutti quegli utenti che non hanno ancora pienamente compreso l’importanza della scelta dei migliori strumenti per la messa in sicurezza dei propri dati”, afferma ancora Giorza.

Tra i principali criteri che influiscono nella scelta dei dispositivi da adottare, il 28% indica l’affidabilità, mentre il 22% la sicurezza del prodotto. Poco più di un terzo degli intervistati afferma, poi, di fare riferimento a uno specialista IT prima di prendere decisioni importanti sull’infrastruttura storage dell’azienda.